Diari di viaggio

Diario di viaggio - Gran tour dei fiordi di Norvegia

Diario di viaggio – Gran tour dei fiordi di Norvegia

Doveva essere il nostro viaggio di nozze 32 anni fa ma, essendo aprile, l’agenzia a cui ci eravamo rivolti ci disse che faceva troppo freddo in quei luoghi per cui optammo per Parigi. Ora invece, questo viaggio tanto sognato era alla nostra portata, finalmente.
Certo, il fatto di percorrere tutti quei chilometri, di essere così lontani da casa ci metteva un po’ di ansia, così come il dover cambiare albergo ogni giorno ma avevamo anche la certezza che con Caldana sarebbe andato tutto per il meglio e così è stato.
È stato un viaggio meraviglioso tra verdi montagne, azzurri fiumi, laghi e fiordi, spettacolari e lunghi ponti e gallerie, monumenti incantevoli ma vorrei descrivere più che altro cose al di fuori del programma di viaggio che si può trovare online.
 

Giorno 1.

Si parte! Arriviamo presto al punto di raccolta della navetta che sarà anche il pullman che ci accompagnerà in questo lungo ma affascinante viaggio. Conosciamo Danilo, un autista dolce, disponibile e bravissimo alla guida tanta da farci dimenticare le preoccupazioni per il viaggio. E ritroviamo anche Alexandra con la quale avevamo già condiviso il viaggio in Olanda e che ci ha infuso sicurezza con la sua preparazione ed il suo zelo. Con le sue descrizioni, anche curiose, dei vari paesi attraversati ci siamo davvero goduti il lungo viaggio del primo giorno senza stancarci eccessivamente.
Attraversando i paesaggi alpini della Svizzera con le sue montagne ed i suoi laghi, e le pianure tedesche arriviamo in serata a Francoforte. Dopo una ricca cena a buffet andiamo a riposarci per prepararci all’inizio dell’avventura che ci avrebbe atteso il giorno successivo.

 

Giorno 2.

Dopo la mattina di viaggio giungiamo nel pomeriggio a Lubecca, splendida città gotica del nord della Germania circondata da canali e ponti che la rendono un’”isola” sulla terraferma, con la porta di accesso che è un po’ la sua Torre di Pisa, vista l’inclinazione delle torri.
Una delle cose che ha destato il nostro interesse è l’Ospedale di Santo Spirito, patrimonio dell’UNESCO, un antico ricovero che già nel 1200 offriva riparo a poveri, malati, orfani e bisognosi. Con il tempo, nel grande dormitorio comune, sono state costruite tante piccole casette (o cubicoli) per dare privacy e soprattutto dignità alle persone ospitate.
Il giro serale ci ha poi permesso di vedere Lubecca sotto un’altra luce (uno dei tanti ma piacevoli fuori programma di Alexandra).
 

Giorno 3.

Dopo aver raggiunto Puttgarten ci imbarchiamo con destinazione Danimarca e la sua capitale Copenaghen dove arriviamo, anche qui, nel pomeriggio.
Ci colpiscono subito le tipiche case dipinte con vivaci colori pastello del quartiere Nyhavn, affacciate sull’acqua del canale e dove visse anche il famoso scrittore di fiabe Andersen.
Ci hanno anche “colpito” quasi letteralmente le numerose biciclette, forse il mezzo di trasporto più diffuso qui, che sfrecciano sull’intricata rete di piste ciclabili. Devi stare attento a non essere investito, è vero, ma ci trasmettono il particolare di una cultura che da noi è ancora difficile da immaginare.

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Giorno 4.

Dopo la visita mattutina alla città di Copenaghen ci rechiamo al porto per imbarcarci sulla nave che ci porterà a Oslo, capitale della Norvegia.
Sembra di essere su una nave da crociera, con tutti i comfort, compresi il ristorante e la cabina che ci fanno sentire come in un hotel, se non fosse per le ondulazioni del mare aperto un po’ agitato. 

 

Giorno 5.

Saliti sul ponte della nave ci godiamo, con un forte vento nordico, lo spettacolare paesaggio del fiordo di Oslo, navigando sulle acque calme e placide.
Sbarcati a Oslo la nostra curiosità si sofferma subito su delle casette in legno, come delle palafitte, sul mare. Sono le saune che costeggiano il freddo mare dove le persone si tuffano dopo il caldo trattamento.
Molto significativo e riflessivo è il Parco Vigeland con le numerose statue dello scultore August Vigeland che ci fanno meditare sulla nostra vita, su come la usiamo e sui rapporti con le altre persone, soprattutto quelle a noi più care.
Molto bella la biblioteca, se così si può definire. In realtà è un grande spazio attrezzato e condiviso, dove si trovano anche delle fontanelle per rifornirsi d’acqua, studiare, lavorare, giocare anche come famiglia, socializzare, ecc. soprattutto durante i lunghi mesi di buio invernale, ma non solo.
Lì vicino anche il Municipio con le sue splendide sale affrescate ed il Teatro dell’opera dove, dal suo tetto raggiungibile facilmente, si gode il panorama. Merita davvero di farci un salto.

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Giorno 6.

Si parte per la Norvegia interna, quella più selvaggia, con le sue distese verdi interrotte da laghi e fiumi azzurri e, ovviamente, dai suoi fiordi.
Attraversiamo un territorio “lunare” ma meraviglioso per la sua quiete.
Giungiamo in serata a Laerdal, un tranquillo paesino con le case che si specchiano nell’acqua e, meraviglia delle meraviglie, alloggiamo in un albergo con la camera che si affaccia sul fiordo e dalla quale abbiamo anche potuto osservare il tramonto. In realtà ha anche uno splendido prato lungo il fiordo che permette di fare questo.

 

Giorno 7.

È il giorno della minicrociera sul Sognefjord, con le sue imponenti cascate e le foreste verdi che si riflettono nelle limpide acque. Quello dei paesaggi che si specchiano nell’acqua è in realtà uno spettacolo che si ripeterà spesso in questa nostra vacanza.

 

Giorno 8.

Siamo a Bergen, movimentata ma senz’altro molto vivibile cittadina, dove si può gustare anche sul posto. A proposito di pesce, l’ha fatta da padrone nel menù di questo viaggio: merluzzo, salmone e aringhe ma, del resto, ne eravamo già consapevoli in partenza.
Tra traghetti e lunghi tunnel sottomarini giungiamo a Stavanger dove visitiamo, dopo cena ed in silenzio per non disturbare, il tranquillo villaggio di case in legno.
 
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Giorno  9.

 
Sempre a Stavanger ci imbarchiamo per una minicrociera sul Lysefjord, molto più roccioso rispetto al Sognefjord, ma con formazioni spettacolari come la “piramide” di roccia che sembra poggiata sull’acqua ed il famoso “pulpito”.

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Giorno 10.

Lasciamo alle nostre spalle, ahimè, i fiordi per raggiungere Amburgo, in Germania.
Nel viaggio di ritorno abbiamo però il tempo di visitare Aarhus, seconda città della Danimarca dopo Copenaghen, dove, sul tetto del centro commerciale è stata costruita una terrazza di vetro che offre una vista mozzafiato sulla città.
 

Giorno 11.

Visitiamo Amburgo e la sua grande chiesa di San Michele con i cinque organi.
Per chi è appassionato di Beatles ha una piazza dedicata a loro avendo iniziano il loro successo proprio in questa città. John, Paul, George e Ringo sono riconoscibili nei lineamenti delle particolari statue metalliche.
 

Giorno 12.

È il giorno del rientro a Milano ma non è ancora finita. Facciamo tappa in Alsazia, a Riquewihr, paesino caratteristico con le sue case a graticcio e dove Walt Disney ha ambientato il famoso cartone animato La bella e la Bestia.
Qui si può assaggiare la famosa e deliziosa tarte flambée (o pizza alsaziana), un impasto non lievitato che viene steso in modo molto sottile (tipo piadina), ricoperto di cipolle, lardo e panna acida che viene cotto in forno ed il cui aspetto ricorda molto quello della pizza.
Essendo Riquewihr circondata da estesi vigneti si può anche gustare dell’ottimo vino come il Pinot noir (Pinot nero) che, a differenza di quello italiano, è rosso.
Infine, siamo giunti alla fine del nostro viaggio, stanchi ma pronti per un’altra meravigliosa avventura.

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Grazie.
 
Elia e Barbara.
Redazione Caldana Travel

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